Parlare di pensione è essenziale fin dai primi passi nel mondo del lavoro. Hai mai pensato a come sarà realmente “andare in pensione”? C’è soprattutto una categoria di lavoratori che deve fare i conti con il suo futuro il prima possibile.
Come confermato di recente dal Sole 24 Ore e Confcommercio, gli autonomi iscritti alla gestione separata INPS sono aumentati del 68% tra il 2015 e il 2024, ma lo scenario previdenziale non si è adeguato, anzi, è allarmante: iniziando a versare i contributi a 30 anni e andando in pensione a 67 anni, si perderà più della metà del proprio reddito.
Ma gli autonomi in gestione separata, subiscono anche una disparità molto evidente tra i contributi versati e le prestazioni di welfare ricevute, che risultano di molto inferiori alla contribuzione pagata. L’indennità per ricovero ospedaliero o il congedo parentale, sono esempi di welfare a breve termine che non si sono adeguati e che non aiutano il lavoratore in un momento di impatto economico critico.
Inoltre, la pensione pubblica, anche per un lavoratore dipendente, potrebbe non bastare per mantenere lo stesso tenore di vita in un momento in cui è necessario che resti tale! Che fare?
Integrare oggi significa tutelarsi domani.
Chi oggi percepisce ad esempio 2000 euro netti al mese durante la sua
vita lavorativa, potrebbe ritrovarsi con una pensione di 1000 – 1200
euro che si traduce in una capacità di spesa ben inferiore, ancora
minore in proporzione per chi guadagnava 1000/1500 euro.
Ovvero,
meno margine per sostenere eventuali spese mediche, viaggi, hobby, meno
potere economico per sostenere la famiglia. Con il rischio che si debba intaccare il risparmio accumulato durante gli anni di lavoro.
Chi non ha risparmi o rendite integrative? Potrebbe trovarsi in una situazione di dipendenza economica da un familiare.
Si può fare qualcosa? Sì.
Può farlo qualsiasi lavoratore? Sì.

Che fare? Te lo racconto io, perché, ci tengo a ribadirlo, non sono qui solo per le auto, ma io e i miei collaboratori, siamo consulenti specializzati in un ambito estremamente complesso e fluido, strettamente legato alla realtà nazionale: quello della tutela e protezione del tuo patrimonio a 360°.
Il primo passo che va fatto per intervenire in tempo è informarsi: gli strumenti di previdenza complementare, e non solo, sono vari e adattabili alle esigenze del singolo lavoratore, che dovrebbe muoversi il prima possibile per strutturare un piano previdenziale solido e che possa rispondere a qualsiasi futuro scenario, soprattutto quello più pessimistico.
In Unipol abbiamo strumenti creati appositamente per proteggere la tua pensione e i tuoi risparmi, e per aiutarti a costruire il futuro che desideri, con tutte le possibilità di cui godi oggi e che vuoi continuare ad avere: dalla disponibilità economica per te stesso e i tuoi hobby, alla possibilità di aiutare economicamente i tuoi figli e nipoti.
E se pensi di essere ancora troppo giovane per pensare a questo, immagina il te stesso di domani fare ciò che stai desiderando ora.
Il nostro domani non lo affidiamo a un biglietto della lotteria, e nemmeno aspettiamo che arrivi la famosa busta arancione dell’Inps! Ma lo costruiamo con le nostre mani, con una strategia ragionata e rivolgendoci ad esperti in grado di affiancarci e portarci a raggiungere gli obiettivi che abbiamo in mente.
Per questo le nostre consulenze informative hanno uno scopo preciso: con una intervista che non prevede alcun impegno da parte tua, siamo in grado di presentarti il quadro della tua situazione attuale, di proporti gli strumenti migliori e di offrirti prodotti specifici per neutralizzare il rischio di pension-gap. Scegliendo i nostri consulenti, ci permetterai di accompagnarti in un percorso di tutela del tuo patrimonio e di ottimizzazione del tuo futuro.
Perché hai bisogno di noi?
Perché ti diciamo le cose come stanno, e non indoriamo la pillola. Per fare il calcolo della pensione, un simulatore che può rimandare una previsione solo parziale, non è abbastanza. Ci sono elementi determinanti per le valutazioni del tuo futuro che nessuno, a parte te, può conoscere. Non puoi raccontarle all’Inps, non puoi raccontarle al legislatore, ma puoi raccontarle a noi. Il nostro compito è tradurle e trasformarle da parole in strumenti concreti che servano a tutelare il tuo futuro adeguandosi alle tue necessità.
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